LIQUORI

Il termine "liquore", che deriva dal latino "liquefacere" ossia "sciogliere o dissolvere"
in riferimento ai metodi di insaporimento dell'alcool, attraverso un processo di
macerazione, raggruppa oggi una vastissima gamma di prodotti diffusi in quasi tutte le parti del mondo, ed utilizzati come fine pasto o come ingredienti per vari preparati quali aperitivi, cocktail e preparazioni dolciarie.
In realtà, l'arte della preparazione liquoristica, ha radici molto antiche e si basa
sulla pratica della distillazione già conosciuta al tempo degli egizi, come
testimoniano alcuni papiri risalenti al 1600 a.C.. Fu solo grazie agli arabi però, che
questa pratica si diffuse nel bacino del Mediterraneo tra il X e il XII secolo d.C. e
successivamente, tramite la Scuola Medica Salernitana, vennero gettate le basi della
moderna liquoristica.
È attraverso la distillazione infatti, che si ottiene l'alcool, materia prima di base per
tutti i liquori e conosciuto in passato come “aqua ardens” acqua che brucia in virtù
delle sue caratteristiche di liquido limpido e cristallino (come l'acqua) che però brucia
e non imputridisce.
All'alcool veniva quindi attribuito un potere ultraterreno e curativo al punto di essere
considerato la quinta essenza della materia, lo spirito puro estratto dal vino, che già di per sé era considerato sostanza dalle importanti virtù medicamentose.
Nel XIII secolo d.C. Arnaldo da Villanova, alchimista catalano e medico alla corte
aragonese, fornì, nel libro “Trattato sugli spiriti”, un resoconto del procedimento
relativo alla distillazione del vino in una “nuova acqua”, successivamente
aromatizzata con erbe e spezie, in grado tra l'altro di guarire ferite aperte e piaghe.
Più tardi, nel XV secolo, Michele Savonarola, medico presso la corte degli Este di
Ferrara e nonno del ben più noto Girolamo, fornisce nel suo “Trattato dell'acqua
ardente”, un quadro più preciso e completo riguardo l'arte della distillazione,
descrivendo i metodi di produzione e le ricette e distinguendo l'acqua ardente in
“semplice”, costituita cioè solo da alcool ottenuto mediante ripetute distillazioni del
vino e “composta” cioè ottenuta dalla distillazione di erbe e spezie fatte
preventivamente macerare nel vino o nell'alcool.