VINI SPEZIATI

L'aggiunta di erbe aromatiche e spezie al vino, era una pratica molto diffusanell'antichità. Greci e romani erano soliti modificare l'aroma e il sapore del vino

utilizzando spezie pregiate provenienti dall'oriente, profumate erbe aromatiche

provenienti dal bacino del Mediterraneo e dolcificando con il miele, ottenendo così,

bevande dai molteplici gusti e profumi che accompagnavano feste, banchetti e rituali religiosi.

Dioscoride, medico greco vissuto fra gli anni 60 e 78 d.C., scrisse un

trattato sulle sostanze con effetti benefici per la salute dell'uomo, "De Materia

Medica" dove descrive le proprietà di seicentosessanta piante, mentre Plinio il

Vecchio (23-79 d.C.) nel suo trattato Naturalis Historia (nel libro “La medicina e le

piante medicinali”) riporta l'impiego di piante nella preparazione di oli e profumi

pregiati e anche come aroma e additivo dei vini, indicando in particolare i così detti

vini stomachici, cioè dotati di proprietà favorevoli all’attività dello stomaco.

Nel corso dei secoli quindi, i vini speziati assumono sempre di più il ruolo di veri e

propri rimedi medicamentosi; nel medioevo infatti, si credeva che le spezie

possedessero molteplici proprietà curative che venivano associate all'intensa sensazione di calore percepita in seguito alla loro assunzione, facendo riferimento alla "teoria degli umori" del medico greco Ippocrate. Si comincia quindi a parlare di vini ippocratici, identificando una vasta famiglia di preparati a base di vino, erbe e spezie, impiegati come rimedio per vari disturbi, ma anche come gradevoli bevande da fine pasto quasi sempre presenti sulle tavole dei nobili.